Suzuki S-Cross prova, scheda tecnica, opinioni e dimensioni 1.4 Hybrid StarView 4WD automatica
Suzuki S-Cross prova, scheda tecnica, opinioni e dimensioni 1.4 Hybrid StarView 4WD automatica

Suzuki S-Cross prova, scheda tecnica, opinioni e dimensioni 1.4 Hybrid StarView 4WD automatica

19 Dicembre 2021
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Non la riconosci

La rinnovata crossover compatta Suzuki S-Cross conserva le dimensioni (430 cm la lunghezza) e la base tecnica del precedente modello, ma il design è tutto nuovo e frutto del centro stile che il marchio giapponese ha a Torino. Se, prima, il frontale penetrante ricordava quello delle berline, ora è più alto e massiccio, come nelle suv. Ingrandita e di diverso disegno la mascherina, attraversata da un profilo lucido a ideale prolungamento di quello all’interno dei fari. Possenti le fiancate, con parafanghi più marcati. Nella parte posteriore spiccano i fanali di generose dimensioni e il paraurti particolarmente prominente. 

Meccanica collaudata

Ripreso dal vecchio modello l’unico motore della nuova Suzuki S-Cross: l’auto è ibrida leggera, grazie alla piccola unità elettrica da 13,6 CV collegata tramite cinghia (e alimentata da una batteria agli ioni di litio) al 1.4 turbo a benzina da 129 CV. Due i tipi di cambio: manuale o automatico (di tipo classico, con convertitore di coppia), entrambi a sei rapporti. Trasmissioni che sono disponibili sia per le Suzuki S-Cross a trazione anteriore sia per quelle 4×4. 

Queste ultime offrono un sistema di trazione integrale sofisticato per la categoria. Tramite i tasti e la manopola fra i sedili, il guidatore può selezionare quattro modalità di guida. La Auto è per la marcia “normale” e serve per contenere al massimo gli attriti (e quindi i consumi): parte della potenza viene inviata alle ruote posteriori solo se quelle anteriori slittano. In Sport, invece, il retrotreno della Suzuki S-Cross entra sempre in gioco in curva (per contenere il sottosterzo, ovvero l’allargamento di traiettoria) e la risposta all’acceleratore è più pronta. Per superare meglio i fondi viscidi, come quelli innevati, si seleziona la modalità Snow, mentre nei passaggi più difficili, come su fango e ghiaia, impostando Lock si blocca il differenziale centrale: la coppia motrice è ripartita costantemente ed equamente fra i due assi. Si può disporre di questa funzione fino a 60 km/h. 

Tutto di serie

La nuova Suzuki S-Cross è già in vendita con due allestimenti. Già molto ricco il Top+ (28.890 euro per il modello 2WD col cambio manuale), che prevede i cerchi in lega di 17”, il climatizzatore automatico bizona, l’impianto multimediale con il navigatore, le telecamere con vista a 360° e svariati aiuti alla guida, fra cui il cruise control adattativo e il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori. Lo StarView (31.190 sempre per il modello a due ruote motrici) aggiunge il cambio automatico, la funzione Stop&Go per il cruise control adattativo (l’auto può rallentare fino a fermarsi e poi ripartire in autonomia seguendo il flusso del traffico), e il tetto apribile panoramico. Per la trazione integrale si spendono 2.500 euro in più.

Cambia l’infotainment

Le novità nello spazioso abitacolo della Suzuki S-Cross riguardano la plancia, dall’andamento più “mosso” e con ricercate finiture lucide per i diffusori del climatizzatore. Nuovo anche l’impianto multimediale con un più grande schermo a sbalzo di 9”. Più reattivo al tocco di quello precedente, dispone di Android Auto e Apple CarPlay (per quest’ultimo, il collegamento al cellulare avviene senza cavo). Inoltre, può mostrare diverse funzioni per volta, fra cui una visuale dall’alto e a 360° dell’auto (facilita i parcheggi). Non è prevista la piastra per la ricarica wireless per i telefonini, mentre la gestione di alcune funzionalità dallo smartphone dovrebbe essere disponibile dalla seconda metà del 2022 (ci dovrebbe essere la possibilità di aggiornare gli impianti delle vetture vedute in precedenza). Poche le differenze per il cruscotto, che resta analogico ma, per chiarezza e quantità di informazioni, non fa rimpiangere quelli digitali. Invariata la consolle, con comandi fisici per la climatizzazione ben accessibili, nonostante siano posti un po’ in basso, e con un ampio vano (dotato di presa Usb) davanti alla leva del cambio.

Considerato il prezzo della Suzuki S-Cross, le finiture sono da migliorare. Non tanto per la qualità dei montaggi, quanto per l’aspetto poco appagante di alcune plastiche: per esempio, quelle dure al tatto delle porte e di parte della plancia. Per il resto, l’abitacolo si conferma accogliente, con i sedili leggermente rialzati, abbastanza morbidi e con fianchetti poco pronunciati. Confortevole anche il divano, la cui seduta piatta può ospitare con un certo comfort pure tre adulti: il tunnel nel pavimento non è d’intralcio. Più che soddisfacente per la categoria i 430 litri di capienza (con cinque posti in uso) per il baule. Il vano, dotato di fondo regolabile su due altezze, è ben sfruttabile e a divano ripiegato non si formano gradini.

Una gran regolarità di marcia

Sincera nelle reazioni e poco rumorosa, la Suzuki S-Cross 1.4 Hybrid StarView 4WD automatica è gradevole nella guida. Il sistema ibrido conferma le sue qualità in fatto di fluidità nell’erogazione, senza far mai mancare un adeguato sprint. In Sport la risposta all’acceleratore è più pronta e lo sterzo (non dei più precisi) si appesantisce leggermente. Ad agevolare andature briose è anche la buona agilità, che beneficia del peso contenuto dell’auto e delle sospensioni poco morbide. Qualche limite nell’assorbimento delle buche, però, va messo in conto. Dolci i passaggi di marcia del cambio automatico, che è anche piuttosto svelto soprattutto nella modalità manuale con le levette dietro il volante. Nel test su strade collinari affrontate con una guida brillante il computer di bordo ha calcolato un consumo intorno a 14 km/l.

Secondo noi

PREGI
> Dotazione. Di serie c’è praticamente tutto.
> Guida. Richiede poco impegno: l’auto è agile quanto vispa.
> Sistema 4×4. È raffinato e offre diverse modalità di utilizzo.

DIFETTI
> Plastiche. Sottotono per la categoria, non hanno un aspetto molto accattivante.
> Sospensioni. Non sempre “lisciano” le buche.
> Tecnologia. Manca la ricarica senza filo per i telefoni e le funzionalità da remoto saranno disponibili solo in seguito.

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