Robotica e Metamobilità per la Hyundai al CES 2022
Robotica e Metamobilità per la Hyundai al CES 2022

Robotica e Metamobilità per la Hyundai al CES 2022

5 Gennaio 2022
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ARRIVA LA MOBILITY OF THINGS – Il Consumer Electronics Show di Las Vegas è da anni un appuntamento imperdibile per gli appassionati di tecnologia elettronica. Dato che le automobili sono ormai quasi più elettroniche che meccaniche, il CES sta registrando, da qualche tempo, una consistente presenza da parte dei costruttori di automobili. Nell’edizione 2022, per esempio, Hyundai ha presentato una serie di novità relative alla mobilita in senso generale, radunandole sotto la dicitura Mobility of Things (MoT), evoluzione di quell’Internet of Things ormai sulla breccia da anni. Il modulo Plug & Drive (PnD), per esempio, è un “oggetto” che raggruppa sterzo, frenata, trazione elettrica e sospensioni al servizio di una ruota. Quest’ultima può sterzare a 360 gradi consentendo una libertà di movimento pressoché infinita. PnD può essere dotato di LiDAR e fotocamera, dando vita a dispositivi a guida autonoma. Gli impieghi sono innumerevoli: un esempio non così immediato è l’uso dei PnD per modificare lo spazio interno degli uffici muovendo agevolmente pareti divisorie, mobili e così via.

DAL PND AI CONCEPT – La Hyundai ha voluto comunque concretizzare qualche idea presentando al CES 2022 quattro concept applicativi che utilizzano i PnD. Personal Mobility è una piattaforma dotata di quattro PnD con ruote da 5,5 pollici. Larga 133 cm, lunga 125 e alta 188,5, questo Purpose-Built Vehicle (PBV, ossia un veicolo progettato per un impiego specifico) nasce per una facile mobilità dell’ultimo miglio per un passeggero. L’accesso a bordo con un’apertura rotante invece del classico sportello usa lo spazio in modo efficiente e per la guida si usa un joystick intelligente che sostituisce volante e pedali. Service Mobility e Logistics Mobility utilizzano una piattaforma di dimensioni simili con uno spazio di stoccaggio che si apre e si chiude come un cassetto. Service Mobility può essere utilizzato per applicazioni più a contatto con le persone, come il trasporto dei bagagli degli ospiti negli alberghi, mentre Logistics Mobility nasce per la movimentazione delle merci dai magazzini. L7 aumenta le possibilità di mobilità grazie a moduli PnD con ruote da 12 pollici. Il sedile ruota in modo che il passeggero possa salire e scendere facilmente e il controllo è sempre via joystick.

MOBILITÀ SENZA LIMITI CON IL DNL MobED (Mobile Eccentric Droid) usa invece 4 moduli Drive & Lift (DnL) che usa sempre ruote da 12 pollici ma montate all’estremità di un braccio rotante. Il DnL combina guida, sterzo e frenata in un’unica struttura ma le ruote possono alzarsi e abbassarsi indipendentemente. Il MobED può quindi orientare la piattaforma in modo che rimanga orizzontale anche su terreni inclinati, accidentati o superando gradini. MobED è compatta (è larga 60 cm, lunga 67 e alta 33), pesa 50 kg e ha una batteria con capacità di 2 kWh; la sua velocità massima è di 30 km/h.

PADRONI DEL METAVERSO – Ma la mobilità alla quale pensa Hyundai integra in maniera completa anche la robotica e questo legame si estende per creare il concetto di “Metamobility“, con l’obiettivo di sperimentare una connessione fra smart device e metaverso che espanderà il ruolo della mobilità alla realtà virtuale (VR), permettendo alle persone di superare i limiti fisici del movimento. Metaverso è un “termine coniato da Neal Stephenson nel romanzo cyberpunk Snow crash (1992) per indicare uno spazio tridimensionale all’interno del quale persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire attraverso avatar personalizzati”. Le applicazioni alle quali pensa la Hyundai prevedono che i robot possano agire come collegamenti tra il mondo reale e gli spazi virtuali, consentendo agli utenti di apportare modifiche nel metaverso che si possano riflettere nella realtà fisica. In pratica la realtà virtuale si rifletterà nel mondo reale attraverso la connessione a dispositivi intelligenti, permettendo agli utenti di essere liberi di muoversi tra il mondi fisico e e quello virtuale. Prima di fare un esempio, vediamo cos’è un Digital Twin, o Gemello Digitale. Si tratta di un modello virtuale digitale che replica esattamente le caratteristiche e il comportamento del suo corrispettivo fisico. Quest’ultimo può essere qualsiasi cosa: automobile, macchinario industriale, un aereo, un ponte, una casa e così via.

FRA NUVOLE E ROBOT – La Metamobility permetterà ad una persona negli Stati Uniti di accedere a un Digital Twin di casa sua nel metaverso e, tramite un robot avatar, nutrire e coccolare il suo cagnolino che sta nella sua casa – fisica – in Corea o chissà dove. Nel campo dell’industria si può pensare a un addetto che interagisce con un avatar robotico nel metaverso tramite un visore a realtà virtuale e comandi manuali per manipolare “cose” reali utilizzando un robot fisico nel luogo di lavoro a distanza. Perché queste modalità possano funzionare è ovviamente necessario un collegamento in cloud ed è per questo che Hyundai ha stretto un accordo specifico con Microsoft per l’utilizzo di strumenti quali Azure IoT, Azure Digital Twins e Dynamics 365. La parte più strettamente robotica è invece in sviluppo grazie allo specialista Boston Dynamics, il cui scenografico “quadrupede” Spot è già piuttosto conosciuto. 

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