Per Hyundai Ioniq 5 e Cupra Born il tessuto arriva dal mare
Per Hyundai Ioniq 5 e Cupra Born il tessuto arriva dal mare

Per Hyundai Ioniq 5 e Cupra Born il tessuto arriva dal mare

30 Giugno 2021
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Ripulire gli oceani, così come piantare nuovi alberi, può sembrare un’operazione di pura immagine, mirata a mondare anche la reputazione di inquinatrici senza coscienza che hanno molte industrie, non ultima quella dell’auto. In realtà è un’operazione che può avere un secondo fine, anch’esso virtuoso, in quanto molti dei rifiuti che soffocano i mari possono essere riavviati con profitto alla produzione.

Il nylon alla base dei tessuti utilizzati in molti rivestimenti, infatti, può essere ricavato da plastiche di scarto o riciclate, che danno a loro volta vita a oggetti riciclabili a fine vita, creando una delle sempre più numerose filiere circolari su cui si basano i piani di sostenibilità delle Case.

Vecchie reti nella rete

L’ultima iniziativa di questo genere in ordine di tempo porta la firma di Hyundai, che ha stretto una partnership con l’associazione ecologista olandese Healthy Seas sostenendo i programmi di salvaguardia dei fondali nei mari dell’area del Mediterraneo. In particolare, lo sforzo di Healthy Seas è concentrato sul recupero di vecchie attrezzature da pesca, reti in particolare, di cui secondo le statistiche ogni anno viene abbandonata una quantità pari a 580.000 tonnellate. 

Una trappola per molte specie a rischio estinzione come delfini e tartarughe e, in generale, per tutta la vita subacquea letteralmente soffocata da questi e altri rifiuti plastici. Hyundai ha deciso di sostenere finanziariamente un programma di interventi attivo da aprile scorso in Grecia a cui ne seguiranno altri in Norvegia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Spagna, Francia e naturalmente Italia.

L’associazione opera a vari livelli, sia con azioni di pulizia diretta effettuata da sub volontari, sia con campagne di sensibilizzazione nelle scuole e collaborazione con gli stessi pescatori, promuovendo lo smaltimento “a terra” delle vecchie reti per prevenirne l’abbandono in mare.

Hyundai e Healty Seas, sedili nuovi con la plastica degli oceani

C’è chi pesca già da un po’

Hyundai non è la prima a spendersi, anche finanziariamente, per iniziative del genere: basti pensare alla campagna avviata già qualche anno fa da Volvo con l’operazione Plasticless che prevedeva sia un impegno a ridurre in primis l’uso di plastica in tutte le attività, iniziando da quelle d’ufficio, sia la collaborazione con l’associazione Lifegate per installare nei moli di alcune località italiane i famosi “cestini galleggianti” chiamati Seabin, capaci di catturare ognuno oltre 1 kg di microplastiche al giorno.

Il modo in cui tutta la plastica così recuperata torna a disposizione dei costruttori stessi non è diretto ma quasi: alcuni tessuti definiti “a basso impatto ambientale” già largamente usati in vari settori si ottengono infatti proprio da nylon riciclato. Un materiale che non può essere “eco” di suo, in quanto derivato del petrolio e non biodegradabile, ma di cui con il riciclaggio si può controllare la quantità, riducendo il bisogno di nuove produzioni, e soprattutto contenere la dispersione nell’ambiente.

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Piace anche ai clienti?

Finora, ad essere onesti, abbiamo visto impieghi simili soprattutto su modelli dalla particolare vocazione green, quelli rivolti a una clientela bendisposta ad accettare a bordo materie prime di recupero. Ma con il cambio di mentalità, che pian piano porterà l’intera produzione automobilistica (lusso compreso) ad abbracciare comportamenti più sostenibili, anche l’evoluzione dei materiali promette di spostarsi sempre più in questa direzione.

La stessa Hyundai, ad esempio, ha annunciato per la nuova elettrica Ioniq 5 l’introduzione di sedili creati proprio con tessuto sintetico ricavato da plastica riciclata, la stessa cosa che ha fatto Cupra, marchio ormai dichiaratamente premium, per la prossima Born, che in quanto 100% elettrica incarna anch’essa lo spirito ecologista e che avrà sedili fatti di plastica “ripescata” dalle coste del Mediterraneo. Con un aspetto, promette la casa, tutt’altro che povero.

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