Motori Opel 2.0 Turbo: storia; versioni; prestazioni
Motori Opel 2.0 Turbo: storia; versioni; prestazioni

Motori Opel 2.0 Turbo: storia; versioni; prestazioni

4 Dicembre 2021
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Gli Anni ’80 sono il periodo in cui la maggior parte dei costruttori ha scelto di adottare il turbo per realizzare le versioni più emozionanti dei modelli medi e compatti, oltre che di alcune utilitarie pepate. Non erano ancora i turbo odierni, votati all’efficienza, ma motori preparati per tirar fuori cavalli senza abbondare con le cilindrate spesso per ragioni fiscali.

Il marchio Opel, che si trovava sotto l’ombrello di General Motors, ci è arrivato alle soglie del decennio successivo, ma da quella trasformazione ha ottenuto alcuni dei modelli più interessanti degli ultimi 30 anni, dalla mitica Calibra alla famiglia delle sportive OPC che ha compreso, per un certo periodo, anche alcune monovolume…

Gli Ecotec prima degli Ecotec

La storia del Turbo nella grande casa della General Motors si fa risalire all’ultima evoluzione della cosiddetta Family II, una famiglia di benzina 4 cilindri (più qualche derivato diesel) in origine sviluppata dalla filale australiana Holden a partire dal 1980 e in seguito adottata dai marchi americani ed europei. Il turbo è però arrivato molto più tardi, verso l’87, iniziando da alcune sportive Buick e Pontiac, sul 2.0 monoalbero con distribuzione a 2 valvole.

L’approdo sui modelli Opel è coinciso con l’arrivo del turbo sulla versione DOHC, ossia bialbero a 16 valvole, che era nata in quello stesso 1987 inizialmente per impiego sportivo, frutto di uno sviluppo in cui era stata coinvolta anche la Cosworth.

I motori 2.0 Turbo di Opel

Questo motore, dopo aver equipaggiato compatte sportive come la Kadett GSi dell’87 e la successiva Astra e le sorelle maggiori Vectra e Calibra dal ’91 con potenza di 150 CV, nel ’92 ha debuttato proprio sui queste ultime in versione Turbo e in abbinamento alla trazione integrale.

Il 2.0 DOHC Turbo siglato C20LET, infatti, sviluppava la ragguardevole potenza di 204 CV a 5.600 giri e una coppia di 280 Nm, che per i tempi apparivano parecchi per vetture a sola trazione anteriore, anche se appena 2 anni dopo lo steso motore è stato impiegato per le Kadett Astra su particolari mercati come quello sudafricano.

Una prima evoluzione, arrivata proprio nel ’94 includeva interventi per adeguare le emissioni alla normativa Euro 2, indicati con il termine Ecotec che sarebbe però stato usato successivamente e in maniera più ufficiale per indicare la successiva generazione di motori.  Invariate erano poi le caratteristiche di base come il monoblocco in ghisa e la testata in alluminio oltre al rapporto alesaggio e corsa perfettamente “quadro”, 86 x 86 mm per una cilindrata totale di 1.998 cc.

I motori 2.0 Turbo di Opel

I nuovi Ecotec e le Opel OPC

Gli Ecotec veri e propri sono arrivati alla fine degli Anni ’90. si trattava sempre di un’evoluzione dei Family II, di cui l’unità di 2 litri in particolare conservava le misure e la cilindrata. La versione turbo, ora siglata Z20LET, è stata utilizzata a partire dal 2000 sulla Astra G (7a generazione) e sulla monovolume Zafira nelle versioni OPC e sulle Astra Coupé e Cabriolet. 

La potenza era di 192 CV, passati a 200 CV (ma lasciando invariata la coppia di 250 Nm) dal 2003. In quest’ultima variante il motore ha equipaggiato anche la seconda serie della Opel Speedster.

I motori 2.0 Turbo di Opel
I motori 2.0 Turbo di Opel

A partire dal 2004, il motore Z20LET è stato sostituito da altre tre unità: la principale è la Z20LER, con medesima potenza di 200 CV ma coppia più robusta (265 Nm), oltre ad Astra H e Zafira B è stato prestato anche a Lotus per la coupé Europa S, che sull’evoluzione SE del 2008 lo ha spinto fino a 225 CV e 300 Nm.

La seconda, siglata Z20LEL, era una variante depotenziata a 170 CV e 250 Nm offerta su Astra e Zafira a rimpolpare un po’ la gamma riempiendo il vuoto tra i 2 litri sovralimentati e le più tranquille motorizzazioni di base.

La terza, Z20LEH, era invece quella più spinta, riservata nuovamente ai modelli OPC che hanno toccato l’apice delle prestazioni di questa generazione di motori, tirandone fuori la bellezza di 240 CV e 320 Nm di coppia prima di uscire di scena insieme alle altre varianti nel 2010.

I motori 2.0 Turbo di Opel

I turbo “unificati”

Il deciso downsizing attuato verso la fine del primo decennio del nuovo secolo non ha intaccato i modelli alto di gamma né quelli ad alte prestazioni, che hanno mantenuto i 2 litri anche se rivisti per una maggiore efficienza.

I sostituti dei 2 litri Family II, noti come L850, non erano però un progetto così recente, ma appartenevano una famiglia nata addirittura nel ’94, quando GM aveva deciso di creare una famiglia unica che potesse gradualmente rimpiazzare le varie serie di motori utilizzate dai suoi molti marchi in giro per il mondo razionalizzando la produzione globale.

Gli L850 erano nati come aspirati da 2,2 e 2,5 litri e poi declinati anche nelle varianti 2.0, che riprendeva nuovamente le misure dei Family II, ma ora avevano oltre alla testata anche il monoblocco e i pistoni in lega d’alluminio, canne cilindri in ghisa e alberi controrotanti di bilanciamento necessari soprattutto alle cilindrate maggiori.

Nel progetto erano state coinvolte anche Saab, che li avrebbe adottati sulle 9-3 e 9-5 al posto della storica serie H, e il reparto Engineering di Lotus. Tra le altre cose, erano progettati per essere montati, sui modelli a motore trasversale, con le valvole di scarico lato abitacolo, per ridurre la distanza dai catalizzatori.

I primi 2.0 Turbo della serie L850 hanno sostituito i Family II con l’ultima generazione della Vectra e la sua derivata Signum, oltre che sulle già citate Saab 9-3 e sulla Cadillac BLS, tutte vetture costruite sul medesimo pianale, con potenze che andavano da 150 a 210 CV e sigle differenti da Casa a Casa, nel caso di Opel Z20NET.

I motori 2.0 Turbo di Opel

Arriva l’iniezione diretta

La seconda generazione, contraddistinta tra le altre cose dall’iniezione diretta, ha rimpiazzato del tutto i restanti Family II. Il 2.0 siglato A20NHT e A20NHH, con potenze di 220 e 250 CV, ha equipaggiato la prima generazione di Insignia, mentre la variante A20NFT è astato utilizzato sia per la stessa Insignia (sempre 250 CV) sia per l’ultima Astra OPC, la J GTC del 2012, con ben 280 CV di potenza massima.

I motori 2.0 Turbo di Opel

C’è poi un’ulteriore versione arrivata in Europa con la roadster Opel GT del 2006. Quest’ultima era in realtà una variante rimarchiata dell’americana Saturn Sky, dunque il motore, pur essendo lo stesso, aveva in origine la sigla LNF, cambiata in Opel in Z20NHH. Da quel momento, le versioni più veloci di Insignia e Astra hanno utilizzato altri motori turbo, V6 nel primo caso, 1.6 nel secondo.

I motori 2.0 Turbo di Opel

L’ultimo L850 2.0 Turbo arrivato ai giorni nostri su una Opel è quello della 3a generazione disponibile in diverse varianti di potenza per l’attuale Insignia, ultimo modello ancora costruito su piattaforma e meccanica GM dopo che nel 2018 il marchio di Russelsheim è entrato a far parte del Gruppo PSA poi confluito in Stellantis.

Motore Potenza Produzione Modelli
C20LET (Family II) 204 CV 1992-1996 Vectra A e Calibra Turbo 4×4
Z20LET (Family II) 190-200 CV 2000-2006

Astra G e Zafira A OPC, Astra G Coupé e Cabriolet

Speedster 2a serie

Z20LEL (Family II) 170 CV 2004-2010 Astra H e Zafira B 
Z20LER (Family II) 200-225 CV 2004-2010 Astra H, Zafira B, Lotus Europa S/SE
Z20LEH (Family II) 240 CV 2005-2010 Astra H e Zafira B OPC
Z20NET (L850) 175 CV 2003-2008 Vectra C e Signium
A20NHT (L850 II) 220 CV 2008-2013 Insignia A
A20NHH (L850 II) 250 CV 2011-2013 Insignia A
A20NFT (L850 II) 250-280 CV 2012-2015 Insignia A, Astra J GTC OPC
Z20NHH (L850 II) 264 CV 2007-2009 Opel GT
LTG /L850 III) 200-260 CV 2013-> Opel Insignia B

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